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Il Momento Zero della verità, come coniato da Google, avviene quando il consumatore cerca su Internet informazioni ed opinioni sul prodotto o sul servizio che vorrebbe acquistare.

La vera differenza lazmot fa chi è in grado di dare un riscontro concreto alle ricerche degli utenti. Se l’utente ti chiama, si porterà con sè un bagaglio di informazioni già acquisite online e una propensione all’acquisto certa nei tuoi confronti. Se tu sarai veloce provocherai in lui il cosiddetto effetto wow: lo stupore positivo.

Qualsiasi sia il tuo lavoro, è bene che tu ti proponga: su Google c’è il tuo cliente che ti sta cercando ed è tuo interesse farti trovare lavorando affinché si parli bene di te cosi che si senta rassicurato nel contattarti . A quel punto sarà la tua bravura e professionalità  a giocare la parte principale. Ovviamente se non ti dimostri ricettivo e attivo, avrai costruito una struttura social finta ma rivelerai di essere una social organization pronta e dinamica. Quindi occhio a quello che si comunica e a ciò che effettivamente avviene poi nella realtà. Avere una buona struttura, un buon sito internet e poi non utilizzarlo per interagire con il cliente fa solo la figura di un’azienda poco seria e soprattutto ti sarai bruciato un possibile cliente. A volte meglio avere un sito mediocre ma investire nelle attività di web marketing ed essere attivi e pronti a rispondere alle richieste dell’utente.

Prova a pensare quando effettui tu stesso una ricerca. Quali sono i criteri che ti permettono di scegliere un’attività e proseguire la ricerca e quali invece i punti che se inesistenti ti inducono all’abbandono?

Generalmente quando un utente effettua una ricerca locale si aspetta di trovare:

  • orari di apertura
  • direzione dello store (indirizzo)
  • contatti cliccabili
  • prodotti/servizi disponibili
  • fascia di prezzo

Già questo elenco si dimostra cruciale nelle fasi di scelta di navigazione dell’utente. Se la carenza di queste informazioni viene correlata pure a una cattiva UX, alla scarsità di recensioni e interazioni con gli utenti, all’assenza di foto o contenuti multimediali che integrino la descrizione del prodotto/servizio offerto allora si che la combinazione è fatale!

A tal proposito abbiamo raccolto un piccolo sondaggio chiedendo a un campione di ragazze molto attive in ambito web quali fossero i punti cruciali che incidono nel loro tasso di abbandono della navigazione.

“Se non ho tutte le informazioni che cerco: orari, prezzo medio, tipologia di posto, chiudo. Quando ho tutto su una pagina ho già la sensazione che un posto sia soddisfacente, perchè pensa ai dettagli 🙂 ;”

Gemma - copywriter di un sito di viaggi

“E’ fondamentale per me come sono strutturare le informazioni, la semplicità con cui le posso ottenere: spesso, incredibile ma vero, nei siti dei ristoranti non ho trovato l’indirizzo, neanche il paese! Per me, come utente, è molto importante quindi direi che in generale l’usabilità è il mio parametro principale”

Irene - Lifecoach

“Parlando di posti in cui si mangia, oltre a tutto quello che è stato detto, io abbandono anche quando ci sono immagini “inutili” che non ti consentono di farti un’idea generale del posto e degli ambienti. Mi dà anche fastidio quando clicchi su “il nostro menù” e non trovi il menù, bensì un pippone enorme sulla maestria culinaria dello chef. Se si chiama “menù, pretendo di trovare il menù;”

Gloria - Content writer

“Se lo apro da Cell e non è responsive… Che nervi…

Ma anche semplicemente se apro il sito e vedo che è del paleolitico… ;”

Virgilia - Titolare di un'agenzia di comunicazione

“Quando ci sono video in home, e parte la musica (e magari sono in un ambiente silenzioso); quando mi si apre un pop up che mi obbliga a cliccare qualcosa, quando sono (soprattutto i blog) tempestati di gallery inframmezzate da pubblicità che occupano il 70% della pagina web.. grrrrrrr

… quando mi accorgo che ripetono in continuazione delle caspita di frasi e sono scritti per Google anzichè per l’utente;”

Milena - Fotografa

“Se non trovo un numero di telefono per contattare il locale in primis,  orari e giorni di apertura, se sono inesistenti le recensioni on line e se non ci sono dati di localizzazione;”

Penelope - studentessa

“Quando cerco un ristorante devono essere chiare tre cose: dov’è, orari di apertura e cosa si mangia. Meglio se nella pagina sono presenti anche i link ai social e a tripadvisor. I primi per leggere qualche info non convenzionale, e il secondo per leggere “al volo” cosa ne pensano chi ci è già stato. Abbandono quando, per avere delle semplici informazioni devo passare tre quarti d’ora di ricerche alla Sherlock Holmes. Le informazioni essenziali dovrebbero essere tutte in un’unica pagina,  scritte chiaramente e leggibili;”

Natascia - copywriter rivista politica

“Quelli che per leggere l’articolo devo cliccare su avanti ogni sei righe sempre per la pubblicità, quelli che hanno video che partono in automatico ingrandendosi, i portali di cucina ad esempio li boccio subito in tre secondi perché sono esageratamente pieni di pubblicità troppo invasiva e per finire quelli che non mi piacciono graficamente! ;)”

Raffaella - Copywriter rivista femminile

“Scritto piiiiiiccolo piccolo e devi allargare la schermata con le dita… Ma no dai…”

Linda - Fotografa

“Quando non si aprono velocemente, quando trovare le informazioni è un problema, se ci sono errori di qualsiasi tipo o se si sono dimenticati di mettere i canali social;”

Ottavia - Foodblogger

“Quando non trovi scritto chiaramente chi sono: nomi, cognomi e faccia. sempre!…alcuni continuano ad omettere le mail …odioso”

Sonia - Foodblogger

E a te quando capita?  Cosa proprio non sopporti durante la navigazione?

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