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Quanto fascino c’era nella frase “C’era una volta..”?

L’inizio del racconto di una storia che ci riporta indietro nel passato.  Quando le storie ci venivano raccontate dalla mamma e rimanevamo ammaliati, quasi rapiti in epiche atmosfere che si costruivano nella nostra testa. Strappati dalla realtà e calati in contesti fantastici.

Un po come accade quando siamo sommersi nella lettura di un libro. La nostra mente è occupata e concentrata talmente tanto che non ci accorgiamo di ciò che accade nel mondo esterno.

 Il racconto come strumento di marketing: lo [tippy title=”storytelling”]Scrivere uno storytelling non significa inventarsi una storia ma partire da una storia reale e renderla affascinante[/tippy]

Raccontare la storia di un’impresa o di un prodotto come se fosse una narrazione, oltrepassa l’istituzionalità propria dei soliti articoli di blog aziendale, dona un valore aggiunto a ciò che offri e crea cambiamento.

“Lo storytelling aiuta a riprogettare il racconto di impresa, attiva relazioni profonde tra il brand e il pubblico”

E’ una tecnica di comunicazione piacevole e accattivante, con la quale si possono rendere più alettanti e convincenti i contenuti e facilitando la conversione dell’utente.

Lo storytelling, se costruito bene contiene una parte emozionale, persuade e coinvolge nella lettura attirando il lettore attraverso le emozioni. In questo senso il lettore è maggiormente coinvolto: impiega piu tempo nella lettura quindi rimane piu tempo nel sito. L’incipit perfetto per il tasso di conversione. Un lettore soddisfatto sarà piu motivato nel continuare la lettura di altri articoli o nell’interessarsi di più all’oggetto spiegato (prodotto o servizio)

In questo modo, lo storytelling è il metodo migliore per trasferire conoscenza ed esperienza. Agendo sulle leve emozionali si conquista il cliente affascinandolo e portandolo all’interno di un mondo fatto dei valori della marca.

Le persone ormai ricercano qualcosa che attiri la loro attenzione per cui valga veramente la pena di spendere il tempo, valore sempre più prezioso.

Le persone imparano meglio quando sono più coinvolte, quando hanno modo di interagire.

Questo è un dato di fatto indipendentemente dai settori.

Dove c’è una storia si è più attratti: non c’è nulla da fare, se si è coinvolti si è più propensi all’acquisto.

Seth Godin afferma che la chiave per essere un buon marketer è quella di raccontare storie che si diffondano, creare prodotti rimarchevoli, vivere il racconto. Far vivere il racconto.

 

Qual è il cuore pulsante di un racconto vincente?

L’autrice Nancy Lamb, tra le principali esperte, insegna che per ottenere il massimo impatto bisognerebbe far leva su tutti i 5 sensi, far leva sulle emozioni più che sull’intelletto. L’emozione non si cancella e aiuta a immedesimarsi nel racconto, cosi lo si percepisce come proprio, come personale.

È un ottimo modo per mantenere e trasferire la memoria di aziende e associazioni che raccontano la propria evoluzione attraverso la storia di persone o dei propri prodotti o servizi.

 

Lo storytelling fatto come si deve: qualche consiglio

  • Lo storytelling deve essere capace di parlare delle sue emozioni, delle sue ambizioni, dei suoi progetti, delle cose che adora e di quelle che detesta. Il pubblico deve poter apprezzare la voglia di mettersi in gioco del personaggio. Anche questo spingerà le persone a sentirlo vicino e a sostenerlo. Insomma: lo storyteller ha l’obbligo di animare un personaggio che susciti emozioni nel pubblico della nicchia. Sarà ancor più funzionale se si costruisce un personaggio in cui i lettori si possono immedesimare.
  • La storia raccontata deve veicolare un messaggio. Per fare ciò, lo storyteller deve assumere un punto di vista chiaramente identificabile. In breve: non si comunica tanto per fare, ma si comunica per uno scopo ben preciso. E quando si fa storytelling si parla a un pubblico per dire qualcosa di specifico, per trasferire ai lettori un messaggio chiaro e preciso.
  • Occorre preferibilmente che lo storytelling racconti una storia che il personaggio narratore abbia realmente vissuto in prima persona. Tra l’altro, se si decide di raccontare solo le storie che si sono vissute direttamente sulla propria pelle, si trasmette alla nicchia dei lettori l’impressione concreta di essere genuini, affidabili e autorevoli.

Altri consigli ??

  • Deve avere un forte effetto persuasivo su chi legge. Le storie devono praticamente sedurre il target e farlo agire!
  • Deve essere molto convincente. E ciò comporta la massima attenzione verso i dettagli della storia raccontata. Ottimo è l’utilizzo delle metafore per i dettagli. Ad esempio, parlare di montagne e sentieri tortuosi per descrivere le difficoltà che l’azienda sta attraversando.
  • Deve dare la sensazione di autenticità. In poche parole: non bisogna dare l’impressione di esser lì banalmente per raccontare una storiella con l’unico obiettivo – nemmeno poco celato! – di vendere qualcosa a qualcuno.
  • Deve saper toccare le emozioni del pubblico della nicchia. Sono infatti svariate le ricerche che dimostrano, per esempio, che un pubblico coinvolto emotivamente è molto più propenso a fare acquisti di un pubblico annoiato.
  • Deve raccontare una storia che faccia venir voglia a chi la legge di condividerla con le persone che conosce. Saper creare questo tipo di engagement è particolarmente importante se il brand o la PMI fanno storytelling sui social network.
  • Deve essere capace di farsi ricordare. Se leggi una storia e poi te la dimentichi subito, quello non era un buon esempio di storytelling. Al contrario, uno storytelling che funziona si fa ricordare a lungo.
  • Deve saper costruire una vera relazione tra brand, impresa o singolo professionista e il pubblico della nicchia. Ed è questo probabilmente il vero valore dello storytelling. Mi riferisco cioè alla sua capacità di creare relazioni forti, stabili, durature.

 

Perchè funziona?

Perché i racconti hanno potere mentre una brochure ben fatta, non ce l’ha? Semplice. Perché abbiamo voglia e bisogno di emozionarci. Perché non abbiamo sempre necessità di capire razionalmente. A volte vogliamo “solo” sentirci emotivamente parte di un mondo.

  • perché aiuta a ricordare il messaggio
  • perché contestualizza i benefici del prodotto
  • perché ha tutte le caratteristiche per essere condiviso
  • perché incuriosisce lo spettatore che si mette lì a vedere come va a finire.

 

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Leggi nel prossimo articolo alcuni consigli per creare una storia che valga la pena di essere letta.